Politica – “Presentata a palazzo Ferro Fini la Proposta di Legge, Ciambetti primo firmatario, che riconosce il controllo di vicinato nell’ambito della cooperazione inter istituzionale integrata per la promozione della sicurezza e della legalità”

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(Arv) Venezia 17 ott. 2018 – E’ stata presentata oggi, a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, la Proposta di Legge ‘Norme per il riconoscimento e il sostegno del fenomeno sociale del controllo di vicinato nell’ambito di un sistema di cooperazione inter istituzionale integrata per la promozione della sicurezza e della legalità’, di cui Roberto Ciambetti (LN) è primo firmatario, sottoscritta anche dai consiglieri Fabiano Barbisan (CDV), Fabrizio Boron (ZP), Sonia Brescacin (ZP), Maurizio Colman (LN), Nicola Finco (LN), Nazzareno Gerolimetto (ZP), Franco Gidoni (LN), Silvia Rizzotto (ZP), Alberto Semenzato (LN) e Alberto Villanova (ZP). Ricorda Roberto Ciambetti: “La celebre antropologa Jane Jacobs, in ‘Vita e morte delle grandi città’, scrive: ‘L’ordine pubblico nelle strade e sui marciapiedi della città non è mantenuto principalmente dalla polizia, per quanto questa possa essere necessaria: esso è mantenuto da una complessa e quasi inconscia rete dì controlli spontanei e di norme accettate e fatte osservare dagli abitanti stessi’. Sulla base di questa affermazione, non stupisce come la pratica del controllo di vicinato, ispirata alle esperienze di ‘neighbourhood watch’, nate negli Anni ’70 negli USA, si sia diffusa celermente negli anni seguenti nel Regno Unito arrivando, tra il 2008 ed il 2009, anche in Italia, quando si costituisce la prima Associazione Controllo dì Vicinato”.
“Il controllo di vicinato – spiega il primo firmatario della proposta normativa – è uno strumento dì prevenzione basato sulla partecipazione attiva dei cittadini, attraverso un controllo informale della zona dì residenza e la cooperazione tra cittadini e istituzioni: a nessuno viene chiesto di lanciarsi in atti eroici o effettuare ronde, quanto, piuttosto, prestare maggiore attenzione a tutte le situazioni anomale che possano generare apprensione, informando gli abitanti della zona così da renderli maggiormente consapevoli di ciò che accade intorno a loro. Non a caso, nelle diverse realtà dove è già operativo, si è dimostrato che la collaborazione tra vicini è fondamentale perché si instauri un clima dì sicurezza che viene percepito da tutti i residenti e particolarmente dalle fasce più deboli come anziani e bambini”. “E’ del tutto evidente, infatti – continua Ciambetti – che un insieme di piccole attenzioni rafforzi la coesione sociale, favorendo la creazione di rapporti di buon vicinato e aumenta il senso di sicurezza complessivo, con particolare interesse alle esigenze dei soggetti più deboli. Il controllo di vicinato presta attenzione a tutto quello che avviene nella propria area di competenza nella vita quotidiana, creando canali di comunicazione tra vicini e collaborando con le Istituzioni segnalando situazioni inusuali, collabora con i residenti dell’area attraverso comportamenti di reciproca assistenza (ad esempio con il sostegno ai vicini anziani e soli, il ritiro della posta in caso di assenza, sorveglianza reciproca delle case…) e individua i così detti ‘fattori dì rischio ambientale’, segnalandoli opportunamente (ad esempio la scarsa illuminazione di alcune zone, gli accessi vulnerabili, la presenza dì persone sole, ecc.)”. “Ma il controllo del vicinato – chiarisce il Presidente del Consiglio regionale – non si sostituisce in alcun modo alle Forze di Polizia: nel controllo di vicinato, infatti, fatte salve le prerogative che la legge riserva comunque a ogni cittadino, non si interviene attivamente in caso di reato, né tantomeno non si svolgono indagini sugli individui o schedano persone intromettendosi nella sfera privata altrui. L’attività del controllo vicinato consiste, pertanto, in una semplice, ma efficace, segnalazione agli organi preposti per richiedere un immediato intervento”. “L’instaurazione di un dialogo continuo e costante tra gli Enti e le Comunità coinvolte nell’iniziativa – sottolinea il primo firmatario – promuove sinergie con associazioni e cittadini, che consentono dì rendere questi ultimi, oltre che beneficiari, anche produttori di un servizio, quindi più attenti a rispettare e a far rispettare le regole, e incrementa così i livelli di consapevolezza circa le problematiche del territorio, promuovendo una sicurezza partecipata attraverso formule e modalità dì reciproca attenzione e vicinato solidale”. “Nel primo articolo del PdL – aggiunge Ciambetti – vengono definite le finalità perseguite dal Progetto di Legge e viene specificato il ruolo della Regione Veneto, la quale concorre allo sviluppo della civile e ordinata convivenza nelle città e nel proprio territorio. Nel secondo articolo, viene definito il fenomeno sociale del controllo dì vicinato e precisato come la Regione Veneto contribuisca a favorire la sottoscrizione, tra i diversi soggetti coinvolti, di atti finalizzati a promuovere il controllo di vicinato. Nel terzo articolo, sono dettagliati i principali interventi finalizzati alla promozione e controllo di vicinato, mentre nel quarto articolo sono precisate le diverse fasi procedurali che la Giunta regionale segue per dare attuazione concreta alla diffusione del controllo di vicinato. Nel quinto articolo, vengono specificate le modalità operative della comunicazione delle segnalazioni del sistema di controllo di vicinato, prevedendo, in tal senso, anche la creazione dì un sistema informativo integrato con le varie misure ed iniziative già oggi operative. Nel sesto articolo, viene stabilito come la Giunta regionale definisca delle precise linee guida per le iniziative dì informazione e formazione; nel settimo articolo, vengono stabilite le modalità con le quali il Consiglio regionale viene informato sullo stato di attuazione della norma. Nell’ultimo articolo, infine, vengono definiti gli aspetti finanziari della Proposta di Legge”. “Con questa nostra proposta normativa – conclude Roberto Ciambetti – vogliamo valorizzare l’elevato senso civico dei veneti e coinvolgere attivamente i residenti nella difesa della loro sicurezza e del loro territorio, collaborando con le Forze dell’Ordine e le Amministrazioni comunali, anche utilizzando i moderni strumenti tecnologici. Vogliamo portare avanti una sicurezza a 360 gradi. Gli ottimi risultati prodotti dal progetto realizzato dal Comune di Venezia ci incoraggiano e mettiamo queste buone pratiche volentieri a disposizione di tutti gli Enti Locali della Regione che vorranno avvalersene. E non dimentichiamo l’effetto deterrente che possono produrre cartelli come: ‘Zona controllo del vicinato’”. Enrico Gavagnin, consigliere comunale del Comune di Venezia e Sovrintendente della Polizia di Stato: “Il nostro progetto di controllo di vicinato è iniziato mesi fa, grazie alla delega ottenuta dal Sindaco Brugnaro, e ha prodotto lusinghieri risultati, sia in termini di security (segnalazioni di spaccio, prostituzione…), soprattutto nel centro urbano, sia in termini di safety, in particolare nelle periferie, dove sono molto sentiti problemi quali il degrado urbano, la scarsa illuminazione pubblica, le buche nelle strade. Le segnalazioni che giungono dai 155 gruppi attivi a Venezia permettono all’Amministrazione comunale di indirizzare e calibrare le politiche pubbliche. Abbiamo potuto toccare con mano la splendida realtà dell’associazionismo, che in Veneto costituisce la base del tessuto sociale. Ringrazio il Presidente del Consiglio regionale Ciambetti per aver portato avanti questa proposta normativa che serve ad applicare in modo uniforme sull’intero territorio regionale la buona pratica del controllo di vicinato”.